5 ragioni che fanno fallire la
tua start-up

imprenditore disperato per il fallimento della sua start up

5 ragioni che fanno fallire la
tua start-up

START-UP: Cosa ci dicono i dati?

I dati parlano chiaro: oltre l’80% delle start-up non riesce a crescere ed è destinato al fallimento. Non bisogna scoraggiarsi: se l’ 80% delle start-up fallisce, significa che il 20%, invece, ha successo. Ma bisogna lavorare sodo per far parte di quel 20%.

Infatti, questo può essere un dato “positivo”, perchè spinge verso l’innovazione.

Ma quali sono le cause che portano a questo? Potremmo elencarne parecchie, dall’incapacità di coinvolgere finanziatori, all’incapacità di rispondere ad una domanda di mercato, all’insostenibile pressione fiscale. Tutte cause assolutamente importanti, e che meritano sicuramente un’analisi. Si possono trovare decine di testi e di case studies che affrontano queste tematiche.

imprenditore disperato per il fallimento della sua start up

Ma in questo articolo ci concentreremo su alcune cause specifiche, meno note, ma molto rilevanti, anche connesse tra loro e con quelle sopracitate, che portano al fallimento di molti progetti, e che riguardano l’attitudine a fare impresa. Vediamole insieme

5 ragioni che fanno fallire la tua start-up

#1 Non avere la più pallida idea di chi si è e di dove si vuole andare

Questa è una problematica che ho avuto modo di rilevare in moltissime occasioni. Fare impresa, riuscendo a soddisfare adeguatamente una domanda, non è semplice. Se non si ha chiara la propria identità e i propri obiettivi, diventa quasi impossibile.

Molti imprenditori fanno l’errore di pensare che i prodotti si vendano da soli, o che le persone compreranno da loro “come per magia”: non è così. Salvo essere gli unici ad offrire un determinato prodotto, magari anche essenziale, le persone devono avere un motivo per scegliere proprio un’azienda al posto di un’altra. E quel motivo, glielo deve dare l’azienda.

Quando ognuno di noi fa un acquisto, sceglie di affidarsi a un’azienda per una vasta gamma di ragioni. Ma se non si comunica all’utente non solo cosa si offre, ma chi si è, qual è la propria identità e quali sono i propri valori, per quale motivo un cliente dovrebbe scegliere quell’azienda e non un’altra che, invece, lo fa?

#2 Presto e bene non stanno insieme

Un detto antico come il mondo, ma sempre attuale. Sottovalutare le difficoltà, e pensare che il proprio business crescerà da solo, é il modo giusto per fallire ancora prima di cominciare. Non esiste premio senza sforzo. Non esiste successo, senza duro lavoro e sudore della fronte. Chiunque affermi di poter ottenere soluzioni facili senza impegno, é folle o vi sta prendendo in giro.

#3 Comportarsi come “un cane che insegue le macchine”

Che dire…questo é, purtroppo, uno degli errori più comuni…e più fatali. Per portare avanti un progetto occorrono calma e sangue freddo. Un briciolo di istintività é sempre utile, ma comportarsi come “un cane che insegue le macchine” non può portare molti risultati. Se si vuole aprirsi una strada, ed é maledettamente difficile, occorre avere la capacità di fermarsi e di focalizzarsi sui propri obiettivi. Altrimenti, raggiungerli diventerà impossibile.

#4 Mille idee…che restano idee

L’entusiasmo e lo spirito di iniziativa sono sicuramente caratteristiche positive, ma devono essere focalizzati ad uno scopo. Occorre avere la capacità di riconoscere i propri limiti e le proprie possibilità. Concentrarsi su 20 progetti differenti allo stesso tempo, portandoli avanti male e con superficialità, non porta molto lontano. Occorre valutare con estrema attenzione la propria situazione, scegliere una strategia e avere la costanza di portarla avanti nel tempo. I risultati, se si lavora con impegno, arrivano. Ma se ci si aspetta risultati immediati e si cambia strategia con la stessa frequenza con cui si emanano DPCM, possiamo anche avere la migliore idea del mondo, ma non porterà mai a nulla di concreto.

#5 Troppo Ego e poca elasticità

Uno dei motori della crescita è l’adattività. Occorre avere ben chiara la propria identità, ma occorre anche avere la capacità di adattarsi al mercato. Non si può pensare di crescere senza ascoltare i propri utenti e i loro bisogni. Scegliere di ignorarli pensando di avere la verità in tasca, porterà solo ad una inevitabile conseguenza: ci abbandoneranno e si rivolgeranno altrove, dove le loro istanze troveranno accoglimento.

Ovviamente, siamo noi a dover scegliere la nostra nicchia, il nostro mercato. Altrimenti si rischia di cadere nell’errore #3. Ma una volta fatto questo, occorre umiltà e predisposizione all’ascolto.